Venerdì 15 Dicembre 2017

Trapiantati a Bologna fegato e rene prelevati da un paziente morto all'ospedale di Cesena

Sabato 2 Dicembre 2017 - Cesena
Intervento in sala operatorio (immagine d'archivio)

Negli ultimi 14 mesi sono stati sottoposti a prelievo di organi a cuore fermo tre pazienti deceduti per arresto cardiaco al "Bufalini"

Per i due pazienti trapiantati al Policlinico “Sant'Orsola” di Bologna la prognosi potrà essere sciolta solo 72 ore dopo l'intervento, ma si registra per ora una buona risposta funzionale degli organi. Si tratta di persone che hanno ricevuto in dono un rene e un fegato prelevati all’ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena da un paziente a cuore fermo, morto per cause naturali, per il quale la famiglia aveva espresso la volontà di donare gli organi. A Cesena è stata seguita una procedura complessa, ancora rara in Italia che richiede un'altissima efficienza dell’intera macchina organizzativa, coordinata dal Centro Riferimento Trapianti dell'Emilia-Romagna, per poter arrivare ad una conclusione positiva.

Un rene e un fegato prelevati da un paziente a cuore fermo all’ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena sono stati trapiantati al Policlinico “Sant'Orsola-Malpighi” di Bologna. Si tratta di una procedura complessa, ancora rara in Italia, come spiegano dall'Ausl Romagna, che richiede un'altissima efficienza dell’intera macchina organizzativa, coordinata dal Centro Riferimento Trapianti dell'Emilia-Romagna, per poter arrivare ad una conclusione positiva. Il donatore a cuore fermo era un paziente morto per cause naturali, per il quale la famiglia aveva espresso la volontà di donare gli organi.

Secondo la normativa italiana dopo l'arresto cardiocircolatorio occorre aspettare 20 minuti (negli altri Paesi europei si va dai cinque ai dieci minuti) prima di compiere qualsiasi tipo di intervento. Trascorso questo periodo, gli organi vengono perfusi e raffreddati, poi prelevati e trasferiti nel centro che eseguirà il trapianto all'interno di una macchina a perfusione fredda. La procedura ha coinvolto decine di professionisti dell'ospedale di Cesena, in particolare le Unità operative di Anestesia e Rianimazione, Radiologia e Chirurgia vascolare, assieme al personale infermieristico di sala operatoria.

"Siamo riusciti a 'salvare' questi organi - riferisce all’agenzia giornalistica DIRE Vanni Agnoletti, direttore di Anestesia e Rianimazione del “Bufalini” - grazie a un utilizzo avanzato, mirato e multidisciplinare delle innovative apparecchiature recentemente acquisite per il supporto extracorporeo della respirazione, da applicarsi nei casi di gravissima insufficienza respiratoria per i quali la sola ventilazione artificiale non è sufficiente, alla collaborazione delle altre unità operative e alle competenze particolarmente avanzate di alcuni medici".

In questo modo è stato possibile, negli ultimi 14 mesi, sottoporre a prelievo di organi a cuore fermo tre pazienti deceduti per arresto cardiaco. Al "Sant'Orsola" il trapianto di fegato è stato eseguito da Matteo Cescon, che dal primo gennaio sarà responsabile dell'Unità operativa di Chirurgia generale e dei trapianti. I trapianti di rene sono stati eseguiti invece da Matteo Ravaioli e da Massimo Del Gaudio. Gli interventi hanno coinvolto anche gli altri medici del reparto, il personale infermieristico, l'equipe di anestesisti guidati da Antonio Siniscalchi, dell'Unità operativa di Terapia intensiva.

"La qualità degli organi - spiega Cescon - viene monitorata costantemente attraverso esami di laboratorio e biopsia, che otteniamo in tempo reale grazie al sostegno dell'Anatomia patologica, a disposizione 24 ore su 24. In Italia è una tecnica ancora poco utilizzata, ma i risultati sono confortanti e stiamo cercando di migliorare ancora gli standard esistenti. Si tratta comunque di 'organi marginali' che possono essere trapiantati solo in pazienti in buone condizioni generali". Per i due pazienti trapiantati al “Sant'Orsola” la prognosi potrà essere sciolta solo 72 ore dopo l'intervento, ma si registra per ora una buona risposta funzionale degli organi.

 

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