Lunedì 18 Marzo 2019

A Cesenatico incontro per ricordare "la Strage di Marzabotto"

Lunedì 4 Marzo 2019 - Cesenatico

Mercoledì 6 Marzo 2019, alle 20.45, al circolo Arci di Borella di Cesenatico (via Cesenatico 222) si terrà l'ottavo incontro dedicato ad una delle stragi più efferate compiute delle truppe nazifasciste in Italia: “La Strage di Marzabotto”. Interverranno 'ing. Romano Franchi, il sindaco e la Prof.ssa Valentina Cuppi vicesindaco del comune di Marzabotto.


La strage di Marzabotto del 29 settembre 1944 fu la tragica tappa finale di una «marcia della morte» che era iniziata in Versilia. L'esercito alleato indugiava davanti alla Linea Gotica e il maresciallo Albert Kesserling, per proteggersi dall'«incubo» dei partigiani, aveva ordinato di fare «terra bruciata» alle sue spalle. Kesserling fu il mandante di una strage che nessun'altra superò per dimensioni e per ferocia e che assunse simbolicamente il nome di Marzabotto anche se i paesi colpiti furono tre (oltre a Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno che comprendono le pendici di Monte Sole in provincia di Bologna). L'esecutore si chiamava Walter Reder. Era un maggiore delle SS soprannominato «il monco» perché aveva lasciato l'avambraccio sinistro a Charkov, sul fronte orientale. Kesserling lo aveva scelto perché considerato uno «specialista» in materia. Al comando del 16° Panzergrenadier «Reichsfuhrer», il «monco» iniziò il 12 agosto una marcia che lo porterà dalla Versilia alla Lunigiana e al Bolognese lasciando dietro di sé una scia insanguinata di tremila corpi straziati: uomini, donne, vecchi e bambini. In Lunigiana si erano uniti alle SS anche elementi delle Brigate nere di Carrara e, con l'aiuto dei collaborazionisti in camicia nera, Reder continuò a seminare morte. Gragnola, Monzone, Santa Lucia, Vinca: fu un susseguirsi di stragi immotivate.

Nella zona non c'erano partigiani: lo dirà anche la sentenza di condanna di Reder: «Non c'erano combattenti. Nei dirupi intorno al paese c'era soltanto povera gente terrorizzata...». Fu un crimine contro l'umanità. Uno dei più gravi crimini di guerra compiuti contro la popolazione civile perpetrati dalle SS e dai fascisti, in Europa occidentale durante la seconda guerra mondiale. Le cifre delle vittime variarono da un minimo di mille a un massimo di 3200 sebbene confrontando i dati dell'anagrafe si raggiunse quella di 1830 (a cui si riferisce la medaglia d'oro del 1948). Dopo la guerra, l’intera zona di Monte Sole, è stata abbandonata fino a quando, nel 1989, la Regione Emilia Romagna decise di istituire un parco regionale per non disperdere la memoria di quando vi accadde.

 

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