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La biblioteca Malatestiana va in scena su Rai 5 con il docu-film “gli occhi di Dante”

Continua il viaggio letterario nell’universo di Dante Alighieri, poeta e geniale pensatore del mondo che attraverso il suo capolavoro monumentale e inesauribile “La Divina Commedia” vive i tempi odierni a 700 anni dalla sua morte. Proprio nell’ambito delle celebrazioni dell’anno dantesco, venerdì 17 settembre, alle 21,15, su Rai 5 andrà in onda il docu-film “Gli occhi di Dante – Visioni dalla Divina Commedia”, con l’attore cesenate Alberto Baraghini e in parte girato nella suggestiva Biblioteca Malatestiana.

Quali visioni balenavano alla mente di Dante quando compose l’Inferno? Su cosa si concentravano i suoi occhi quando scrisse il Paradiso? Sulla bellezza di Giotto e dell’arte italiana, sull’incanto dei borghi e dei paesaggi di Toscana, sulla forza della Natura, i ricordi drammatici e violenti della propria vita. A settecento anni dalla morte “Gli occhi di Dante” offre un ritratto inedito del più grande poeta europeo dell’Età di mezzo attraverso la scoperta emozionante del suo universo visivo. In Dante la visione non può prescindere dal vissuto. Il dramma di una battaglia sanguinosa si intreccia con la quotidianità di una madre che allatta il proprio figlio, col vapore che esalano le nostre mani gelate dall’inverno, con un raggio di sole che fende l’acqua, col fuoco dei roghi degli eretici. A queste immagini di vita e di natura (tutte descritte nelle sue opere) si uniranno le opere d’arte che il Poeta vide e amò, il Giudizio Universale di Giotto, le sculture di Giovanni Pisano, i mosaici di Ravenna, e i luoghi che abitò o dove si svolsero momenti importanti della sua vita: i paesaggi e le città di Toscana, Firenze e Pisa, Roma e Ravenna.

Il docu-film, con le voci narranti di Monica Piseddu, che guida lo spettatore nella vita e nell’opera di Dante, e di Franco Leo, attore che interpreta i pensieri di Dante, conduce lo spettatore dentro l’universo visivo della Divina Commedia in cui i paesaggi, le città, le personalità, l’arte dell’Emilia-Romagna giocano un ruolo fondamentale. Per questo il regista Adolfo Conti ha voluto concentrare le riprese tra le colline del Montefeltro romagnolo e l’Appennino reggiano passando per la Valmarecchia, Verucchio, Cesena, Ravenna (la città e la Pineta), le foreste del Casentino fino alla Pietra di Bismantova, modello per il Purgatorio dantesco. Nello specifico, nella Sala del Nuti della Biblioteca Malatestiana di Cesena, l’attrice Monica Piseddu racconta alcuni degli incontri più importanti che Dante immagina nel suo viaggio ultraterreno: da Paolo e Francesca a Ugolino, da Oderisi da Gubbio a San Francesco. La storica dell’arte Camilla Baldi invece svela il rapporto che lega il padre della Commedia ad alcuni capolavori d’arte: gli affreschi di Giotto nella Cappella Scrovegni a Padova, il Pergamo di Giovanni Pisano nel Duomo di Pisa, i mosaici bizantini del Mausoleo di Gala Placidia a Ravenna.

Il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Emilia-Romagna Film Commission ha permesso alla casa di produzione Doc Art di formare un cast e una troupe ad alto tasso locale. Per citarne alcuni: Alberto Baraghini (di Cesena), che interpreta il ruolo di Dante giovane, e Angelo Gallamini (di Cesenatico), Dante maturo. Gli occhi di Dante (una coproduzione italo-tedesca) è stato presentato in anteprima l’8 settembre sul canale Arte.