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Rimini capitale mondiale di traduzione, letteratura comparata e mediazione tra le culture 

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Sono tredici tra i più autorevoli e apprezzati docenti e ricercatori nel campo di linguaggio, letteratura comparata, traduzione, a livello mondiale. Insegnano e operano in grandi Università, canadesi, indiane, inglesi, statunitensi, sudafricane, dell’Ecuador e italiane. A portarli a Rimini sono stati il centro di ricerca culturale internazionale della Fondazione Unicampus San Pellegrino (Fusp) e il Nida Centre for Advanced Research on Translation, per la Summer School 2002: “Esplorare i modi della traduzione: pratiche, oggetti, forme di vita”.   

La Summer School è in programma nell’aula magna della sede Fusp e della Scuola Superiore per Mediatori linguistici (SSML) di Palazzo Buonadrata e prevede fino alla sua conclusione del 3 giugno, un programma di seminari, workshop e letture svolti da membri dell’advisory board del Nida.

Appuntamento seguito da 24 tra ricercatori, professori universitari e specialisti del settore, selezionati in base a curricula e pubblicazioni scientifiche, tra le più di cento richieste d’iscrizione arrivate a Fusp. Tutti loro sono da questa mattina (23 maggio) collegati con Rimini, dai loro centri studi di dodici differenti Paesi: Austria, Arabia Saudita, Canada, Messico, Norvegia, Sudafrica, Tanzania, Siberia, Stati Uniti, Vietnam, Ucraina.

Tra i temi al centro di dibattito il rapporto tra le nuove forme di letteratura, arte e cultura del post colonialismo, la sua relazione con i fenomeni migratori, processi di integrazione, assimilazione culturale e la necessità di farli entrare a pieno titolo in ogni forma di traduzione tra diverse lingue e forme letterarie. Ampio spazio anche per la nuova frontiera delle ricerche multidisciplinari, in grado d’avvicinare gli studi sulla tradizione ai bisogni immediati delle persone: come avvenuto nelle recentissime 4 ricerche sul nuovo linguaggio pubblico creato in ogni Paese dalla pandemia. Senza dimenticare un focus di estrema attualità su mondo globale e poliglotta. Condizione che di per sé non significa in alcun modo coesistenza pacifica delle lingue e di modi di comunicazione tra persone e culture, se non in caso di reale incontro e reciproca mediazione culturale.

“Questa settimana di studi non è u momento di astratta riflessione tra specialisti, ma qualcosa in grado di offrire un contributo concreto e di questo tempi assolutamente necessario a ogni persona. Tradurre è un’attività fuori da ogni idea totalizzante che vuole ridurre glia tri a qualcosa di simile e te stesso- spiega il professore Stefano Arduini presidente FUSP – la traduzione, in qualsiasi campo la si operi, è un’esperienza che produce conoscenza e creazione di nuove idee. Apre nuovi spazi di realtà non solo di comprensione ma anche di trasformazione del mondo. Non casualmente tra i 24 neo-studiosi iscritti troviamo molti arrivano da Cina, India, Sudafrica. Paesi in crescita, espansione, con il bisogno di comprendere culture e sistemi sociali, differenti dai loro e con in quali devono oggi interloquire e interagire”.

“Oggi lo spazio fisico della traduzione è quello dove le culture s’incontrano. Il luogo dove possono fondersi e comprendersi, utilizzando anche gli strumenti della sociologia o della riflessione filosofica e scientifica. Il nostro obiettivo è creare un nuovo tipo d’approccio alla traduzione, qualcosa che non esisteva prima e all’altezza di un mondo profondamente mutato, in particolare negli ultimi due anni”, conclude Siri Nergaard docente Università degli Studi di Firenze e della norvegese University of South-Eastern, coordinatrice della Nida Summer School 2002.

I relatori Summer School

Brian James Baer (Kent State University, USA), Paul F. Bandia, Concordia University, Canada), Salah Basalamah (University of Ottawa, Canada), Susan Bassnett (University of Glasgow, Scotland), Piotr Blumczynsk (Queens University Belfast, Northern Ireland), Bella Brodzki (Sarah Lawrence College, USA), Antonia Carcelén-Estrada (Universidad San Francisco de Quito, Ecuador), Kobus Marais (University of the Free State, South Africa), Christi A. Merrill (University of Michigan, USA) , Babli Moitra Saraf (Indraprastha College for Women, University of Delhi, India), Vicente L. Rafael (University of Washington, USA), Carolyn Shread (Mount Holyoke College, USA), Sherry Simon (Concordia University, CA), Michelle Woods (The State University of New York New Paltz, USA).

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