Logo
La Regione investe sul Terzo settore: 695mila euro fino al 2028

Rafforzare in modo strutturale il Terzo settore, sostenendo reti, volontariato e rappresentanza. È questo l’obiettivo della nuova programmazione triennale approvata dalla Regione Emilia-Romagna, che prevede uno stanziamento complessivo di 695mila euro per il periodo 2026-2028.

Il provvedimento, legato alla legge regionale 3 del 2023 sull’amministrazione condivisa e la cittadinanza attiva, punta a superare la logica degli interventi emergenziali, consentendo agli enti di pianificare le attività, investire nelle competenze e sviluppare progettualità più ampie e durature.

Le risorse saranno ripartite tra i principali soggetti del sistema: 180mila euro al Forum regionale del Terzo settore Emilia-Romagna Ets, 270mila euro agli organismi di rappresentanza unitaria a livello provinciale e 245mila euro ai Centri di servizio per il volontariato.

“Con questa programmazione triennale diamo stabilità e prospettiva a un sistema che ogni giorno è in prima linea nel rispondere ai bisogni delle persone – afferma l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti –. Vogliamo rafforzare competenze, organizzazioni e capacità progettuali, per tradurre i principi di equità, coesione e partecipazione in azioni concrete”.

“L’obiettivo è lavorare insieme – prosegue Conti – investendo in una collaborazione sempre più strutturata tra istituzioni e associazionismo, valorizzando strumenti come coprogettazione e co-programmazione per rendere i servizi più efficaci e vicini ai cittadini”.

I fondi saranno destinati al supporto delle attività di analisi e ricerca del Forum regionale, al coordinamento delle reti territoriali e al rafforzamento delle azioni dei Centri di servizio per il volontariato, anche in relazione agli interventi previsti dall’Accordo di programma tra Regione e ministero del Lavoro.

Il provvedimento definisce inoltre criteri e modalità di concessione dei contributi, con procedure strutturate per l’approvazione dei programmi e la possibilità di erogazioni in acconto, per garantire la piena operatività dei soggetti coinvolti.

L’intervento si inserisce in una visione del welfare fondata sulla collaborazione tra istituzioni e società civile, con il Terzo settore riconosciuto come protagonista nella costruzione di comunità più coese e inclusive.