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“La Misura dell’Umano”: a Cesena il dialogo tra Sapienza e Tecnica per orientare il futuro dei giovani nell’era dell’AI
Da sx Giovanni Taioli, presidente FSC; Don Luca Peyron, fondatore e direttore servizio per l'Apostolato Digitale Arcidiocesi di Torino; Marco Ramilli, Imprenditore, PhD in Cybersecurity; Elena Baredi, assessore alla Scuola, Politiche Educative e Formazione Professionale; Gianluca Giovannetti, presidente Fondazione Amadori

Si è tenuto, presso l’Arena Fondazione Amadori, l’evento dal titolo “La Misura dell’Umano: Scienza ed Etica nel cuore del cambiamento d’epoca”. L’incontro, patrocinato dal Comune di Cesena, ha offerto una riflessione profonda sulla necessità di rimettere la persona al centro dell’innovazione tecnologica.

Il dibattito, moderato da Elena Baredi, assessore alla Scuola, Politiche Educative e Formazione Professionale, ha visto il confronto tra due figure di rilievo internazionale che hanno rappresentato l’unione tra “Sapienza” e “Tecnica”: Don Luca Peyron, fondatore e direttore del Servizio per l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino, e Marco Ramilli, imprenditore e PhD in Cybersecurity.

arena fondazione amadaori

Il dialogo non è stato un semplice scambio accademico, ma una mappatura del futuro: da un lato, la necessità di dominare il codice, dall’altro, l’urgenza di non smarrire il senso dell’umano. In questo cambiamento d’epoca, la visione di Marco Ramilli e quella di Don Luca Peyron si fondono in una sintesi necessaria, dove la competenza tecnica non è più soltanto una professione, ma si eleva a presidio di libertà e responsabilità civile. Se Ramilli ci ricorda che la tecnica non è mai neutra e che la padronanza del codice e della cybersecurity è l’unica difesa contro le manipolazioni di un ecosistema digitale che altrimenti ci renderebbe schiavi, Peyron interviene per dare un’anima a questo potere, ricordandoci che la tecnologia sa “fare” ma non sa “essere”. La vera sfida consiste dunque nell’abitare l’innovazione attraverso un umanesimo digitale capace di andare oltre l’ottimizzazione dell’algoritmo, integrando il rigore della sicurezza con quella profondità spirituale che sola può interrogarsi sul senso ultimo delle nostre azioni e preservare la capacità di riflessione e trascendenza in un mondo dominato dall’efficienza.

Un momento significativo della serata è stata l’intitolazione dell’arena alla Fondazione Amadori, inaugurata dal presidente della fondazione Sacro Cuore (FSC), Giovanni Taioli, che ha detto: “Desidero anzitutto esprimere un profondo ringraziamento a tutti i presenti, alle istituzioni e in particolare alla Fondazione Amadori per aver reso possibile questo momento di crescita comune. Insieme vogliamo proporre una sfida: guardare alle materie scientifiche (STEM) non come semplici carriere, ma come una vera vocazione per rendere il mondo più giusto. Pertanto la Scuola, come istituzione, deve continuare a essere lo spazio ideale dove tecnica ed etica si incontrano, educando i ragazzi a una coscienza critica che permetta loro di abitare l’ambiente digitale con dignità e consapevolezza”.

arena fondazione amadori

Assieme a lui, il presidente della Fondazione Amadori ETS, Gianluca Giovannetti, che ha aggiunto: “L’intitolazione di questa Arena alla Fondazione Amadori non è solo un atto formale, ma il segno tangibile di una responsabilità sociale che ci vede investire concretamente nel futuro delle nuove generazioni. Abbiamo voluto dare ai giovani un luogo fisico, uno spazio di incontro e confronto da condividere con tutta la cittadinanza, perché è dalla relazione reale che nasce la consapevolezza digitale. Siamo convinti che il digitale sia il nuovo habitat dei nostri ragazzi, ma è in luoghi come questo che vogliamo offrire loro la ‘bussola’ per passare da spettatori a protagonisti del cambiamento. Crediamo in una tecnologia che vada compresa e non solo subita: strumenti come l’Intelligenza Artificiale e le altre innovazioni tecnologiche devono essere chiavi di libertà per costruire una società più equa e inclusiva, dove la parità di genere sia un pilastro e il talento non trovi barriere. Il futuro non è qualcosa che semplicemente ‘accade’, ma un progetto che si costruisce insieme, con la mente e con il cuore.”

L’evento si è concluso con un messaggio potente che racchiude il senso profondo dell’intera iniziativa: “La tecnologia cambia il mondo, ma la misura dell’umano deve guidarne la direzione”.