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Stop Rearm Europe Cesena: “Sul Porto di Ravenna pretendiamo trasparenza”

“Quello che sta emergendo sul porto di Ravenna è di una gravità enorme.

Il Consiglio di Stato non si è pronunciato sulla sospensiva chiesta dalle Dogane di Ravenna contro l’ordinanza del TAR che imponeva di rendere accessibili gli atti sui traffici di armi nel porto.

Ma dalle parole riportate nel memoriale dell’Avvocatura dello Stato emerge qualcosa che va ben oltre il semplice contenzioso sull’accesso agli atti.

Si sostiene che l’Italia sarebbe coinvolta in una «guerra mondiale a pezzi e ibrida» e che il porto di Ravenna avrebbe una «rilevanza militare» e una funzione strategica nel «dispositivo difensivo marittimo complessivo della Nazione».

Da quando l’Italia è in guerra?

Chi lo ha deciso?

E soprattutto: da quando un porto civile e commerciale può essere considerato strategico dal punto di vista militare e, proprio per questo, sottratto alla trasparenza e al controllo democratico?

Come Stop Rearm Europe Cesena, denunciamo la militarizzazione dei territori e il ruolo delle infrastrutture civili nelle catene logistiche degli armamenti.

Mentre a Gaza prosegue il genocidio dei civili e in Cisgiordania, Libano e Siria la pulizia etnica della popolazione araba, i porti italiani continuano a rappresentare snodi fondamentali delle catene logistiche verso Israele attraverso cui transitano anche armamenti in spregio delle norme.

Per il diritto internazionale la responsabilità dei crimini di guerra non riguarda soltanto chi materialmente li compie sul terreno, riguarda anche la rete internazionale di forniture, trasporti, infrastrutture e complicità che ne rende possibile la prosecuzione.

Il genocidio a Gaza non riguarda soltanto ciò che accade sul terreno: riguarda anche la rete internazionale di forniture, trasporti, infrastrutture e complicità che rende possibile la prosecuzione della guerra.

Per questo riteniamo inaccettabile che la «sicurezza nazionale» venga invocata per sottrarre alla cittadinanza informazioni di enorme interesse pubblico.

Se il porto di Ravenna ha davvero una rilevanza militare strategica, il Governo deve dirlo chiaramente e spiegare:

  • quale ruolo svolge il porto nel dispositivo militare nazionale;
  • nell’ambito di quali accordi opera;
  • quali armamenti e materiali militari vi transitano;
  • verso quali destinazioni sono diretti;
  • con quali autorizzazioni e sotto quale controllo.

Stop Rearm Europe Cesena esprime la propria piena vicinanza alla giornalista Linda Maggiori e all’avvocato Andrea Maestri, manifestando al contempo il proprio apprezzamento per il prezioso lavoro di informazione, approfondimento e impegno civile che stanno portando avanti.

Riteniamo che, in una società democratica, il diritto all’informazione, il confronto pubblico e la possibilità di porre domande sulle scelte politiche e istituzionali costituiscano elementi essenziali di partecipazione e responsabilità.

Per queste ragioni, Stop Rearm Europe Cesena continuerà a promuovere e sostenere un confronto pubblico fondato sulla trasparenza, sulla corretta informazione e sulla piena assunzione delle responsabilità da parte di chi è chiamato a prendere decisioni nell’interesse della collettività.

Continueremo quindi a chiedere verità, trasparenza e responsabilità politica, nel rispetto delle istituzioni, del dibattito democratico e dei cittadini”.

Francesco Occhipinti, Stop Rearm Europe Cesena