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Forlì-Cesena, rinnovo CCNL Legno Arredo: coinvolte Ferretti, Dorelan e altre aziende della provincia

È stata sottoscritta a Milano l’ipotesi di rinnovo del CCNL Legno Arredo Industria. A darne notizia sono Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL, che hanno comunicato la firma dell’accordo al termine di un percorso negoziale articolato e complesso. Il nuovo contratto interessa oltre 190mila lavoratrici e lavoratori del settore e coinvolge numerose realtà produttive anche nel territorio di Forlì-Cesena.

In provincia il comparto comprende importanti aziende della nautica, dell’arredamento e della componentistica dell’indotto, tra cui Ferretti Group, Cantiere del Pardo, Formificio Romagnolo, Alpi di Modigliana, Tumidei di Predappio, Dorelan, Gamma Arredamenti, Cocif di Longiano, ATL Group di Santa Maria Nuova e ClubHouse SPA.

Secondo quanto riferiscono Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL, la trattativa si è svolta in un quadro particolarmente complesso, segnato dalle difficoltà che hanno caratterizzato l’ultimo quadriennio, dall’aumento dei costi energetici, dall’incertezza dei mercati e da una fase di sostanziale rallentamento del confronto contrattuale. Per le organizzazioni sindacali, l’intesa raggiunta rappresenta quindi un passaggio significativo sia per gli aspetti economici sia per quelli normativi e per il sistema delle relazioni industriali.

Sul fronte salariale, il rinnovo conferma il meccanismo di recupero dell’inflazione previsto dal CCNL Legno Arredo e consolida il sistema della cosiddetta doppia pista salariale. Sono previsti due incrementi certi sui minimi contrattuali, entrambi riferiti al parametro 134 dell’area specializzata AS1: il primo, pari a 95 euro, scatterà da settembre 2026; il secondo, di ulteriori 39 euro, da gennaio 2027.

L’aumento complessivo certo sui minimi sarà quindi di 134 euro, pari a circa l’8,2% della paga base minima del parametro 134. A questa cifra si aggiungeranno gli adeguamenti legati all’IPCA previsti per gennaio 2027 e gennaio 2028, oggi stimati rispettivamente intorno al 2,4% e al 2,6%.

Considerando anche le quote derivanti dal recupero inflattivo, l’intervento salariale complessivo viene stimato sopra i 250 euro a livello AS1. Per Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL, la combinazione tra aumenti certi e recupero dell’inflazione rappresenta un elemento qualificante dell’intesa, soprattutto in una fase economica nella quale l’inflazione è nuovamente in crescita, seppure ancora distante dai picchi raggiunti nel 2023.

Tra le novità dell’accordo c’è anche il passaggio automatico dal livello AE1 al livello AE2. I primi effetti saranno applicati da giugno 2027 e successivamente da gennaio 2028, interessando progressivamente tutti i lavoratori. Il meccanismo introduce nel sistema di classificazione un percorso di crescita professionale legato alla permanenza prolungata nel livello di ingresso.

L’ipotesi di rinnovo interviene inoltre sul recupero inflattivo, confermando il riferimento all’IPCA reale, non depurato dalla componente relativa ai costi energetici. Previsti anche aumenti delle percentuali delle indennità per il lavoro straordinario, notturno e festivo, il rafforzamento degli scatti di anzianità e il riconoscimento di una somma una tantum per i mesi di carenza contrattuale.

Numerose sono anche le novità sul piano normativo. L’intesa prevede l’avvio di un gruppo di lavoro dedicato all’inquadramento professionale e rafforza il sistema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nelle aziende con più di 120 dipendenti, in particolare, il numero dei RLS, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, passerà da uno a due.

Nel nuovo contratto vengono inoltre inserite le tutele previste dal protocollo calore e nuove procedure relative ai mancati infortuni. Sono previsti miglioramenti anche per congedi, permessi, malattie gravi, appalti e legalità lungo la filiera.

Tra gli elementi dell’ipotesi di rinnovo figura infine un protocollo dedicato alle violenze di genere, con un approccio definito innovativo sul fronte della sensibilizzazione e dell’attenzione al tema.