Il sindaco di Cesena risponde alla Lega su Covid hotel e strutture ospedaliere

Il Sindaco Enzo Lattuca ha riposto all’interrogazione presentata dal Gruppo consiliare della Lega, circa l’opportunità di individuare una struttura “Covid hotel” a Cesena

Riportiamo la risposta del sindaco:

“I “covid hotel” sono strutture individuate per ospitare persone adulte (a cui vengono garantiti i soli servizi alberghieri – vitto, alloggio e cambio della biancheria), completamente autosufficienti che, nonostante la condizione di positività al virus Covid-19, non presentano sintomi clinici tali da rendere necessarie attività di cura e/o di assistenza sanitaria. Possono essere indirizzati in tali strutture sia persone positive al virus che, per condizioni di vita familiare, al fine di evitare il contagio dei loro conviventi decidono di trascorrere il periodo di isolamento fino alla negativizzazione del tampone in queste strutture, sia malati Covid autosufficienti che non necessitano più del ricovero ospedaliero ma che, essendo ancora positivi al virus al momento delle dimissioni, preferiscono non fare rientro nella propria abitazione. Le condizioni della totalità dei ricoverati Covid-19 ad oggi presso l’ospedale Bufalini, considerata l’elevata età media e la necessità di proseguire un percorso di cura e assistenza, non ne consentono il trasferimento in queste strutture.

Per quanto riguarda la ricerca di strutture disponibili per realizzare Covid hotel, nella provincia di Forlì-Cesena tale ricerca è stata condotta dall’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile dell’Emilia-Romagna, sotto il coordinamento della Prefettura di Forlì-Cesena e dell’AUSL Romagna, ed ha condotto all’individuazione e al convenzionamento dapprima dell’Hotel Paradise Airport di Forlì e, successivamente, anche dell’ex Seminario Vescovile – Centro Residenziale Universitario di Bertinoro. A Cesena sono stati condotti sopralluoghi – con la presenza attiva dell’Assessore Luca Ferrini – su alcune strutture alberghiere ritenute idonee dal punto di vista tecnico ad essere convertite a covid hotel, senza tuttavia incontrare la disponibilità da parte dei gestori e/o proprietari di queste strutture.

Lo stato di occupazione dei due covid hotel della nostra Provincia, al 7 gennaio, era il seguente: Hotel Paradise Airport 17 posti occupati su 40 disponibili; ex Seminario Vescovile di Bertinoro 15 posti occupati su 55 disponibili. I posti sono chiaramente a disposizione anche dei cittadini del territorio cesenate. In Romagna i posti occupati nei covid hotel sono attualmente 106 su un totale di 357 disponibili, con una percentuale di occupazione inferiore al 30%.

In merito alle strutture ospedaliere private convenzionate, occorre specificare che dall’inizio dell’emergenza sanitaria queste strutture sono state chiamate dall’AUSL Romagna a svolgere un ruolo fondamentale e non meno prezioso rispetto al farsi carico dei malati Covid, ovvero assorbire tutti quei ricoverati per altre patologie che avrebbero ordinariamente trovato ricovero nei reparti di Medicina Interna, Geriatria e Lungodegenza dell’Ospedale Bufalini, oggi, di fatto, convertiti integralmente a reparti Covid.

I posti letto Covid dell’ospedale Bufalini sono oltre 120, così ripartiti: 60 presso il reparto di Geriatria; 42 presso il reparto di Medicina Interna, di cui 11 attrezzati per intensità di livello sub-intensivo (assistenza respiratoria, ecc.); a questi si aggiungono 9 ulteriori posti letto di sub-intensiva sotto la direzione del Reparto di Anestesia e Rianimazione e 23 posti letto di Terapia Intensiva, di cui solo 6 al momento occupati da pazienti Covid. I restanti posti letto di Terapia Intensiva presentano un elevato grado di flessibilità, essendo compartimentati in 3 distinte zone (T.I. 1, T.I. 2, T.I. 3) e vengono utilizzati come supporto all’attività chirurgica e al Trauma Center.

Ritengo infine indispensabile informarvi che in questi giorni (a fronte del fatto che anche nel cesenate – sebbene con un trend meno spiccato rispetto alla media nazionale – l’andamento dell’infezione da Covid-19 vede un aumento di incidenza tra la popolazione, con conseguenti ripercussioni sull’ospedale  Bufalini di Cesena che si sta avvicinando alla soglia di saturazione dei posti letto Covid attualmente disponibili) è stata avviata una riorganizzazione dell’intero Presidio Ospedaliero Bufalini Marconi Angioloni per potenziare la risposta all’emergenza sanitaria, con il contestuale obiettivo di continuare a garantire tutte le altre attività no Covid ordinarie.

Nel dettaglio il nuovo assetto prevede:
Conversione ad orario H12 del Punto di Primo Intervento
dell’ospedale Marconi di Cesenatico. A partire dalle ore 20 di oggi, 13 gennaio, come già avvenuto nella prima fase dell’emergenza sanitaria, è prevista la sospensione dell’attività notturna (dalle ore 20 alle ore 8) del Punto di Primo Intervento (PPI) dell’Ospedale Marconi di Cesenatico, dove resteranno comunque attive H24 automedica e ambulanza per tutte le situazioni di emergenza-urgenza. Questa misura temporanea, che tiene anche conto dell’utilizzo molto limitato di tale struttura da parte dei cittadini in questi mesi di emergenza, consentirà di dedicare personale sanitario a supporto dell’ospedale Bufalini.

Nuovi posti letto Covid dedicati all’Angioloni di San Piero in Bagno. L’Ospedale Angioloni di San Piero in Bagno si sta preparando ad attivare, in stretta collaborazione con i professionisti del Bufalini, un’area di degenza dedicata a pazienti Covid positivi post acuti trasferiti dall’ospedale Bufalini di Cesena. Presso la struttura sarà comunque mantenuta la funzione di degenza per pazienti acuti no Covid.

Potenziale attivazione fino a 16 posti letto al Nuovo Roverella. Per alleggerire gli ospedali del territorio, grazie alla disponibilità dell’ASP Cesena-Valle Savio, potrà essere prevista l’attivazione fino a 16 posti letto Covid dedicati nella struttura per anziani Nuovo Roverella di Cesena, presso il Nucleo osservazionale allestito nei mesi scorsi e funzionalmente autonomo rispetto al resto della struttura. Ciò consentirà di far fronte alle necessità di assistenza a pazienti fragili e anziani provenienti dalle strutture ospedaliere del territorio, in attesa del loro ritorno al domicilio. Una destinazione temporanea che consentirà di alleggerire la pressione sull’ospedale Bufalini.