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Portaccia di Sant’Agostino ed ex Scuola elementare di Diegaro: il Comune cerca “coach” per la seconda fase del processo partecipativo

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I riflettori tornano a riaccendersi su due luoghi significativi per Cesena: la Portaccia di Sant’Agostino, nata con funzione di controllo e di protezione nelle mura meridionali della città, e la ex Scuola elementare di Diegaro, attiva dal 1966 al 1996 e posta in prossimità della parrocchia della Natività di Maria Vergine e dell’impianto sportivo attualmente gestito dall’Associazione Diegaro.

Dopo una primissima fase di confronto tra l’Amministrazione comunale e i cittadini del Centro urbano e di Diegaro, il Comune lancia una manifestazione di interesse rivolta a tutti i soggetti interessati ad affiancare – con la funzione di facilitatori e coordinatori della co-progettazione – il processo partecipativo di “Avanti c’è spazio”, che guarda al futuro dei due immobili di proprietà comunale attualmente in disuso.

Una volta selezionati,  gli operatori avranno il compito di svolgere le funzioni di facilitazione del processo partecipativo, orientato a mettere a fuoco i bisogni della comunità e al confronto sui possibili usi e modelli di gestione. Accompagneranno quindi il percorso di co-progettazione degli spazi da riattivare e di proposta delle idee per la definizione dei contenuti delle convenzioni d’uso temporaneo.

Sarà compresa anche una fase iniziale di formazione di tutti i soggetti coinvolti e l’accompagnamento di tutte le fasi con attività di comunicazione. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 13 di mercoledì 28 aprile secondo le modalità indicate sul sito dell’Ente al link http://www.comune.cesena.fc.it/bandi/servizi.

“Sempre di più negli ultimi tempi – commenta l’Assessora alla Programmazione urbanistica Cristina Mazzoni – emerge l’esigenza di spazi dedicati ai bambini, ai giovani e alle famiglie tanto nel centro città quanto in altre zone più periferiche scarsamente presidiate da servizi di prossimità. L’attenzione alla città nella sua interezza, i temi dell’integrazione e della accessibilità, non solo fisica, costituiscono per noi obiettivi strategici posti ora alla base dell’avvio del percorso ‘Avanti c’è spazio’, che vede nel riuso temporaneo di due immobili pubblici dismessi l’opportunità di favorire lo sviluppo di iniziative economiche, sociali e culturali, coinvolgendo il vivace mondo associazionistico locale”.

“Con questa manifestazione di interesse – prosegue Mazzoni – avviamo una fase importante del processo. Tutti i cittadini e le realtà locali che nei prossimi mesi presenteranno idee e progetti relativi al futuro di questi due luoghi, saranno supportati da coach, veri esperti. A questi professionisti sarà richiesta l’elaborazione di un progetto formativo sul tema degli usi temporanei, la facilitazione del processo di ascolto, la gestione ed il coordinamento della fase di co-progettazione, l’accompagnamento di tutte le fasi progettuali con attività di comunicazione e di rendicontazione finale”.

“In linea generale le idee e le proposte, che a partire da giugno potranno essere presentate dagli interessati, dovranno promuovere l’interesse generale della comunità maturato nella fase di ascolto, mentre i proponenti dovranno garantire l’impegno a costruire idee comuni nel percorso di co-progettazione per giungere – per ogni immobile – ai contenuti di un accordo o di un patto o di una convenzione per una prima sperimentazione di uso temporaneo che risponda ai bisogni emersi. Puntando l’attenzione su questi due immobili, l’Amministrazione comunale intende sperimentare gli usi temporanei insieme ai cittadini seguendo una logica di confronto basato sulle esigenze di chi abita i luoghi e offrendo l’opportunità al mondo del terzo settore di impegnarsi nella co-gestione di spazi dismessi o sottoutilizzati di proprietà comunale. Procedendo in questa direzione si concretizza un nuovo modo di ripensare al patrimonio comunale inutilizzato attraverso forme di co-progettazione e amministrazione condivisa attraverso cui cittadini e Ente possano confrontarsi per cogliere la vera identità dei luoghi, la loro vocazione e per definirne insieme l’uso futuro”.

 

 

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