Nuova stretta del Governo sulle misure di contrasto al Coronavirus: “Chiuse tutte le attività non indispensabili”

Chiuse tutte le attività produttive non necessarie a garantire beni e servizi di prima necessità. Questa la nuova stretta imposta all’Italia per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. La notizia è stata comunicata nella tarda serata di sabato 22 marzo direttamente dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte con una conferenza stampa trasmessa da tv e social.

Il presidente ha parlato di “misure severe, so di chiedere sacrifici importanti, ma non abbiamo alternative”. E ha aggiunto: “è la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore continuo”.

Il testo del decreto non è ancora disponibile, ma Conte ha annunciato che resteranno aperte tutte le attività produttive necessarie a sostenere il Paese, a partire da quelle della filiera alimentare, supermercati e negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie e tutte le aziende necessarie al funzionamento di quelle indispensabili, oltre ai servizi bancari, assicurativi e finanziari. A questo proposito ha precisato che è totalmente immotivata la corsa agli approvvigionamenti.

Per il resto, pare potranno continuare ad operare solo quelle in grado di garantire il lavoro agile o smart working.

“A seguito dell’ordinanza emessa sabato 21 marzo dalla Regione Emilia-Romagna, che stabilisce per i giorni festivi la sospensione di tutte le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso (escluse farmacie, parafarmacie ed edicole). Ricordo che la consegna di cibo a domicilio da parte di ristoranti, pizzerie, rosticcerie, take away, piadinerie, gastronomie, ecc. è ancora consentita” informa il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca.