Coronavirus a Cesena: 71 casi, 53 sintomatici, purtroppo 1 decesso in provincia, una donna di 82 anni

Ufficio di Presidenza CTSS Romagna: attualmente 500 ricoverati nei reparti Covid, la situazione è al limite del livello rosso, superato il quale si limiteranno prestazioni extracovid

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LA SITUAZIONE REGIONALE, OGGI 21 NOVEMBRE

In Emilia-Romagna si sono registrati oggi 2.723 nuovi casi di positività, con quasi 19.700 tamponi con una media di 13,8 tamponi positivi ogni 100, una media più alta rispetto a quella registrata ieri e negli ultimi giorni (i casi positivi ieri erano 2.533, con 22.300 tamponi e con un rapporto di 11,3 tamponi positivi ogni 100). Dei nuovi positivi, sono 1.269 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. L’età media dei positivi di oggi è 47,7 anni. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati finora 103.064 casi di positività.

I CASI COVID ATTIVII casi attivi ad oggi sono 65.080 (+ 2.149 sul giorno precedente).

LE PERSONE IN ISOLAMENTO DOMICILIAREAd oggi sono 62.245 (+ 2.092 rispetto a ieri).

LE PERSONE IN TERAPIA INTENSIVA I pazienti in terapia intensiva sono 241 in tutto il territorio regionale (- 3), e sono così distribuiti: 15 a Piacenza (+2 rispetto a ieri), 13 a Parma (-1 rispetto a ieri), 28 a Reggio Emilia (-1), 64 a Modena (+3), 59 a Bologna (-4), 4 a Imola (-1), 17 a Ferrara (invariato), 11 a Ravenna (-1), 6 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (invariato) e 23 a Rimini (invariato).

LE PERSONE RICOVERATE NEI REPARTI COVIDI pazienti ricoverati nei reparti Covid attualmente sono 2.594 (+ 60).

I GUARITILe persone complessivamente guarite dall’inizio della pandemia salgono a 32.672 (+ 527).

I DECESSIPurtroppo, si registrano47 nuovi decessi: 25 in provincia di Bologna (16 uomini di 67, 68, 71, 75, 76, 80, 82, due di 85, 86, due di 89, due di 92, 96 anni e un uomo di 73 a Imola; 9 donne di 74, 78,  81, 82, 8889, 93, 94, 96 anni), 7 in quella di Modena (5 uomini di 80, 88, 89, 90 e 99 anni e 2 donne di 79 e 88 anni), 8 in quella di Reggio Emilia (6 uomini di 60, 73, 74, due di 80 anni e uno di 94 e una donna di 80 e una di 68), uno in quella di Ravenna (un uomo di 85), uno in quella di Piacenza (una donna di 77 anni), uno in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 82), 2 a Parma (2 donne di 83 e 86 anni), 2 in quella di Ferrara (un uomo di 71 e una donna di 91 anni, nessun decesso a Rimini. Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Emilia-Romagna i decessi sono complessivamente 5.312.

I CASI PER PROVINCIA – Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:

  • 23.050 a Bologna e Imola (+ 574, di cui 233 sintomatici)
  • 18.681 a Modena (+ 573, di cui 401 sintomatici)
  • 15.064 a Reggio Emilia (+ 358, di cui 280 sintomatici)
  • 11.009 a Piacenza (+ 246, di cui 63 sintomatici)
  • 8.898 a Parma (+ 179, di cui 90 sintomatici)
  • 8.041 a Rimini (+ 244, di cui 129 sintomatici)
  • 6.334 a Ravenna (+ 261, di cui 130 sintomatici)
  • 4.981 a Ferrara (+ 123, di cui 14 sintomatici)
  • 3.823 a Forlì (+ 94, di cui 61 sintomatici)
  • 3.183 a Cesena (+ 71, di cui 53 sintomatici)

Ufficio di Presidenza della CTSS della Romagna: attualmente circa 500 ricoverati nei reparti Covid, la situazione è al limite del livello rosso, superato il quale si limiteranno prestazioni extracovid

Aggiornamento sulla situazione covid 19, una nuova proposta per la Rete oncologica romagnola, le prospettive per i primariati in Romagna. Questi i temi trattati ieri pomeriggio, nell’incontro dell’Ufficio di presidenza della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss) presieduto dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale.

Sul covid, anche rispondendo alle domande dei pubblici amministratori presenti, il direttore generale Tiziano Carradori, il direttore sanitario Mattia Altini, il direttore del dipartimento di Sanità pubblica Raffaella Angelini e il direttore delle Attività socio sanitarie Mirco Tamagnini, hanno illustrato la situazione attuale.

Per quanto attiene agli ospedali, vi sono attualmente circa 500 ricoverati per cui la situazione è al limite del livello rosso, superato il quale si dovranno limitare prestazioni extracovid. Nelle terapie intensive attualmente i ricoveri sono 46 a fronte dei cento posti circa disponibili, sempre in ambito romagnolo.

Anche per far fronte a questa situazione i servizi Igiene pubblica e Sociosanitario stanno individuando spazi per accogliere pazienti fragili e paucisintomatici, in modo da alleggerire la pressione sugli ospedali, le cosiddette cra covid: in aggiunta a via Ovidio di Rimini e Galla Placidia di Ravenna, sono stati attivati i 29 posti di Novafeltria, a breve lo saranno presso altre strutture della provincia di Forlì-Cesena. Rispetto alle cra, in tutta la Romagna sono attualmente 425 i pazienti positivi che si stanno gestendo al loro interno, anche col sostengo di 63 operatori Ausl andati in sostegno alle strutture, le quali hanno attualmente 268 dipendenti positivi. Anche l’Ausl ha problemi da questo punto di vista, con oltre 400 operatori attualmente in quarantena (di cui 190 positivi).

Sul fronte del territorio, continua l’opera di tracciamento e i tempi di refertazione stanno migliorando, grazie anche all’introduzione di tamponi antigenici: di questi, un modello sarà utilizzato nei pronto soccorso e altri reparti ospedalieri e presso le cra con lettura direttamente sul posto, un altro modello soprattutto per le scuole, con lettura effettuata invece con tecnologia dedicata a Pievesestina.

Il direttore generale ha inoltre informato che l’Azienda sta acquisendo quattro frigoriferi “ultracongelatori” (meno 80 gradi) in vista dell’arrivo delle prime dosi del nuovo vaccino contro il covid, che saranno collocati a Pievesestina (due) a servizio di Forlì e Cesena, a Ravenna e a Rimini per i rispettivi territori. Rispetto alla somministrazione si seguiranno ovviamente le linee guida nazionali e regionali che al momento la prevedono per il personale sanitario.

Rete oncologica romagnola. Il relativo piano triennale prevede che l’attività di ricerca clinica e preclinica oltre a quella oncologica, sia svolta da Irst-IRCCS per tutta la Romagna; le sperimentazione clinica di fase 1 ad alto rischio verrà invece svolta prevalentemente dalle strutture delle strutture ospedaliere dei vari territori, secondo le loro storiche vocazioni: tumori solidi a Forlì, oncologia ed ematologia con trapianto allogenico a Ravenna, neuroscienze a Cesena, oncoematologia e radioterapia pediatrica a Rimini. Non essendo stato messo all’ordine del giorno il documento, che ha ricevuto l’apprezzamento unanime dell’Ufficio di presidenza, sarà ora oggetto di confronto e di un incontro con le organizzazioni sindacali.

Sul fronte primari il direttore generale ha ribadito l’importanza di dare stabile guida alle unità operative distribuite sul territorio, anche in considerazione della forte capillarità di presenza di stabilimenti ospedalieri distrettuali in tutta la Romagna. Sulla base di questi presupposti la direzione sta lavorando per potenziare le strutture complesse degli ospedali distrettuali e alcune specialità risultate fondamentali durante la crisi pandemica.

Gli interventi e le proposte dell’Ausl sono stati tutti molto apprezzati e condivisi da tutti i sindaci. Il presidente De Pascale in particolare ha evidenziato che la proposta sui primari “da dignità e riporta armonia tra i vari territori”. E più in generale “su questi tre aspetti molto importanti, la situazione covid, la rete oncologica, la guida delle strutture complesse, abbiamo visto importanti passi avanti da parte della nuova Direzione Ausl, in una senso che sta trovando l’approvazione dei sindaci e delle Istituzioni, che di conseguenza sono disponibili a supportare l’Azienda per quanto di competenza e per le proprie possibilità, per il benessere delle nostre comunità”. Quanto alla vaccinazione per il covid, “come enti locali metteremo a disposizione spazi e sostegno quando si arriverà alla somministrazione”.

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