Dal 23 dicembre a Cesena in mostra il ‘Presepe Infinito’ di Ilario Fioravanti

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A Cesena, venerdì 23 dicembre, alle ore 17, nella seicentesca Chiesa di Santa Maria del Suffragio in via Zeffirino Re n. 48, si terrà la presentazione della mostra di Ilario Fioravanti “Il Presepe Infinito“, ideata e curata dall’architetto Marisa Zattini, allestita presso la Galleria Comunale d’Arte (Palazzo del Ridotto) e nella Biblioteca Malatestiana (Corridoio Lapidario e Sala Piana). 

Alla presenza del sindaco Paolo Lucchi, dell’assessore alla Cultura Christian Castorri, della vedova Adele Briani Fioravanti, della curatrice e di Marco Di Capua, si introdurrà l’evento che segna un’ulteriore tappa significativa nella ricognizione dell’opera omnia del nostro architetto-scultore cesenate. Una rassegna dedicata ad un suo importante nucleo di opere in terracotta policroma sul tema straordinario della Nascita di Gesù.

 

La città di Cesena si veste così ancor più “a festa” rendendo omaggio e celebrando uno dei suoi artisti più significativi. “Ci attendono la Madonna con il Bambino, il respiro delle persone viventi. Fioravanti carezza la terra, prepara i volti, le mani, le vesti della Vergine, del Bambino, dei pastori, con la stessa intatta visione della nostra infanzia. Dal suo studio popolato di creature, sono uscite questa volta soltanto quelle che ebbero il bene e il destino di vedere Gesù, di parlare con la Madonna e con San Giuseppe, in quelle adorazioni di pastori e di magi che l’artista ci mette davanti perché anche noi siamo con loro, hic et nunc” (Vittorio Sgarbi). E aggiunge, oggi, Marco Di Capua: “L’opera di Fioravanti è redenzione e storia di animali oltre che di esseri umani. Li lega tutti un senso di fratellanza che è uguaglianza di materia, identità di corpi, condivisione di un destino straordinario: stessa carne tremula, gloriosamente imperfetta, solidificatasi ad alte temperature. Per restare”.

 

La mostra di oggi, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Cesena, ripropone al grande pubblico il mistero del Natale in modo idealmente dilatato. Un tema sempre vivo nella produzione del nostro architettoscultore, sviluppato nel tempo fra annunciazioni, presepi, angeli, pastori e Re Magi. La mostra cesenate di oggi dà corpo ad un sogno di Ilario Fioravanti: quello di realizzare una sorta di “Presepe infinito” mettendo in scena tutti gli esseri umani e animali, a rendere onore al Bambinello. Tutti insieme riuniti nella “grande festa” così come accadde per i “diseredati” nella Via Crucis dei pagliacci. Un dialogo che si innesta anche con la pittura antica grazie ad alcuni dipinti provenienti dalla Diocesi di Cesena-Sarsina. La pala di Bonaventura Andreini, ad esempio, ha l’intento, insieme ad altre due selezionate per l’occasione, di accompagnare e introdurre le opere di Ilario ponendo l’attenzione sul tema delle sinapsi dello sguardo, del vedere e della memoria. Per un sentire più ampio che lega insieme la nostra storia individuale al territorio d’appartenenza. Così, queste Annunciazioni e Natività entrano in rapporto dialogico con l’opera di Fioravanti creando un ininterrotto messaggio emozionale e narrativo tra arte antica e arte contemporanea. Quello che da sempre arricchisce l’uomo.

 

Il catalogo, edito da “Il Vicolo Editore”, documenta tutte le opere in mostra, con testi istituzionali e testi critici a firma della curatrice Marisa Zattini , di Marco Di Capua, con una testimonianza di Adele Briani Fioravanti e contributi di Fabrizio Parrini , Gianni Fucci, Nevio Spadoni , Marino Mengozzi, Gianfranco Lauretano e Pier Guido Raggini . A conclusione, un testo di Monsignor Giancarlo Biguzzi, scritto nel 2015.

 

Ilario Fioravanti (Cesena 1922 – Savignano sul Rubicone 2012) è uno dei più interessanti protagonisti dell’arte italiana. Fin da giovanissimo, prima con il disegno poi attraverso l’incisione e la scultura, si avvicina alle arti figurative. Nel 1949 si laurea in architettura a Firenze. La professione di architetto non lo distacca tutta via da una necessità “organica” di testimoniare ogni sua emozione ed esperienza attraverso il disegno. Negli anni Sessanta ritorna alla scultura realizzand o una serie di ritratti. Negli anni Settanta – Ottanta Fioravanti si appassiona alle espressioni artistiche arcaiche. Guarda con molto interesse l’arte egizia, le terrecotte della civiltà mesoamericana, le sculture nuragiche, l’arte etrusca e quella africana.

 

Giovanni Testori va ricordato come il suo mentore più accreditato in Italia. Ha esposto in numerose città italiane, fra le quali segnaliamo: Urbino, Cesena, Milano, Longiano, Matera, Sogliano al Rubicone, Rimini. A Spoleto e Potenza è stato presentato in una ricognizione curata da Vittorio Sgarbi. La sua più ampia monografica (con oltre 120 opere), curata dal direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e dall’architetto Marisa Zattini, risale al 2008, per la città di Cesena. Da segnalare la mostra del 2014 a Bruxelles, “Il segreto dei Segni”, curata da Marisa Zattini, nell’ambito del Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea e quella del 2015, “Gloria in excelsisi Deo” allestita nelle Sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino.

Dopo l’apertura speciale del 24 dicembre la mostra rimarrà aperta fino a domenica 8 gennaio 2017 dalle 10 e 30 alle 12 e 30 e dalle 15 e 30 alle 18 e 30. Per il 25 dicembre e 1° gennaio solo apertura pomeridiana dalle 16 alle 19 (giorno di chiusura lunedì – aperto su richiesta per gruppi).

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