Quattro volumi a stampa e un rotolo membranaceo in lingua ebraica: il fondo Saralvo torna alla luce restaurato

Più informazioni su

Quattro volumi a stampa e un rotolo membranaceo in lingua ebraica di inestimabile valore e che, passando per il Laboratorio di restauro dell’Abbazia di Santa Maria del Monte, restituiscono alla storia la famiglia ebrea dei Saralvo arrestata a Cesena e deportata nel dicembre del 1943 ad Auschwitz.

Si tratta di una Bibbia Ebraica stampata a Londra nel 1840 di 633 carte (22,1×15,5×6,5), del Libro della Sinagoga secondo il rito e la consultazione italiana delle sante comunità di 111 carte (18×12,5×3),  Casa di preghiera secondo il rito e il costume italiano delle sante comunità di 104 carte (19,5x13x2), dell’Hagadà di Pasqua di 36 carte (21,5x16x0,5) e del Rotolo di Ester, manoscritto in pergamena (322×22).

Le Carte appartenenti al fondo Saralvo (insieme ai Codici ebraici) sono esposte in mostra nella Sala Piana della Biblioteca e il loro restauro è stato finanziato da Franco Spazzoli, che domenica 15 settembre, nella Sala Lignea della Malatestiana, alle 16,30, insieme alla restauratrice Silvia Cecchini, le presenterà al pubblico.

Di seguito la relazione di restauro fornita dalla restauratrice Silvia Cecchini

Bibbia Ebraica stampata a Londra nel 1840 di 633 carte 22,1×15,5×6,5

Al suo arrivo in Laboratorio il volume si presentava con legatura rigida in piena pelle con piatti decorati. Le carte si erano in buone condizioni. La cucitura, invece, in tre nervi in spago era spezzata in diversi punti e anche l’indorsatura era piuttosto compromessa. La coperta invece completamente staccata dal blocco di carte. All’interno del libro alcuni fascicoli staccati e alcuni fogli singoli.

La coperta in pelle presentava lacune lungo i tagli e nelle cuffie. In accordo con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia Romagna è stato deciso di non sottoporre il volume a un trattamento di deacidificazione. Il dorso è stato pulito a secco con spatola e, dove possibile, è stata rimossa la colla e la carta dell’indorsatura precedente, dove non c’era pericolo per la carta dei bifogli esterni.

I fascicoli e le carte staccate dal blocco delle carte sono stati restaurati con velo precollato con Klucel G in soluzione alcolica e con carta giapponese Vang 25517 della stessa grammatura dell’originale, tinta di un leggero sottotono. Al centro del volume dove i nervi erano spezzati, la cucitura è stata ancorata alle catenelle e ai punti precedenti dei nervi. Il dorso è stato indorsato con uno strato di colla di amido di grano Zin Shofu e in seguito con tela di cotone spessa.

Gli angoli dei piatti sono stati ricostruiti usando polpa di carta giapponese e colla di amido di grano Zin Shofu e in seguito coperti con carta giapponese della stesso spessore della pelle e tinta di un tono inferiore.

Libro della Sinagoga secondo il rito e la consultazione italiana delle sante comunità di 111 carte 18×12,5×3

Inizialmente il volume si presentava con una legatura rigida con dorso e angoli in pelle, piatti in cartoncino ricoperti di carta colorata. Sul dorso decorazioni in oro. Cucitura su tre nervi in spago quasi completamente allentata e danneggiata all’interno. La maggior parte delle carte si presentavano infeltrite, indebolite e probabilmente acide. Presenti molte lacune e pieghe nei margini. Presenti alcuni restauri antecedenti.

La pelle sembrava parecchio disidratata. Assenti i capitelli. Grazie all’intervento del professore Mauro Perani dell’università di Bologna, esperto di ebraico, le pagine del volume sono state numerate secondo l’originale numerazione. Questo ha permesso di documentare la presenza di alcune pagine mancanti, per un totale di 8 carte. Anche in questo caso è stato deciso di non sottoporre il volume a un trattamento di deacidificazione.

Essendo la cucitura del volume in buone condizioni abbiamo deciso di non smontare il volume. Gli strappi sono stati suturati con sottili brachette di velo precollato. La coperta del volume è stata restaurata utilizzando carte non vergate, fabbricate a mano, e tinte con acquarelli di un tono inferiore all’originale.

Casa di preghiera secondo il rito e il costume italiano delle sante comunità di 104 carte 19,5x13x2

Volume con legatura rigida con dorso e angoli in pelle e piatti in cartoncino ricoperti di carta colorata. Sul dorso decorazioni. Cucitura su tre nervi in spago quasi completamente allentata e danneggiata all’interno. Grazie all’intervento del professore Mauro Perani dell’università di Bologna, le pagine del volume sono state numerate secondo l’originale numerazione ebraica.

Questo ha permesso di documentare un salto di numerazione tra le carte 21 e 25, quindi la mancanza di tre carte. Inoltre è stata trovata una carta sciolta numerata 8, tra le carte 7 e 8, attribuita dal professor Perani a un altro volume di preghiere. Le carte sono state restaurate con carta giapponese Hosokasawa-shi matushima. Le guardie e controguardie adese alla coperta sono state restaurate senza smontaggio.

Gli strappi sono stati suturati con sottili brachette di velo precollato. Delle tre carte mancanti, una era la coerente della carta numero 21 ed è stata ricostruita come aletta; le altre due costituiscono il bifoglio 23 e 24 totalmente mancante, è stato ricostruito simbolicamente per mezzo di una aletta. Le tre alette sono state rifilate in modo decrescente.

Hagadà di Pesach Hagada di Pasqua di 36 carte 21,5x16x0,5

Il volume presentava una coperta floscia in carta ed era assente sia il dorso che il piatto posteriore. La carta del piatto anteriore è colorata. Il volume è composto da una ventina di fascicoli per lo più composti da un solo bifoglio cuciti con cucitura a catenelle con grecaggio. La cucitura era completamente compromessa e i fascicoli sul dorso accartocciati verso l’esterno. Le carte molto infeltrite e lacunose. Presenti estese macchie scure di natura sconosciuta soprattutto nel taglio di testa e danni causati probabilmente da acidità. Anche in questo caso le pagine del volume sono state numerate secondo l’originale numerazione ebraica. Del volume mancano solo le ultime due carte, la 37 e la 38; è presente un piccolo frammento della pagina 37.

Meghilah Rotolo di Ester – manoscritto in pergamena 322×22

La pergamena è stata conservata in forma di rotolo, avvolta intorno ad un cilindretto di legno. Non presentava particolari danni se non nella parte iniziale, dove è presente un profondo strappo e una lacuna vasta all’incirca la metà del foglio in altezza. La superficie della pergamena risultava sporca di grasso e incrostazioni. Il tratto terminale del rotolo, che presentava le maggiori deformazioni, è stato gradualmente idratato mediante sandwich costituito da carta assorbente inumidita e gore-tex; in seguito è stato spianato sotto carte assorbenti e pesi leggeri, fino a riottenerne la completa planarità.

 

Più informazioni su