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Cesena: rete bibliotecaria cittadina, oltre 170 aderenti al percorso che inizierà giovedì 4 marzo

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Dopo il lancio della call pubblica, giovedì 4 marzo prende avvio ufficialmente il percorso di costituzione della Rete bibliotecaria cittadina voluta dall’Amministrazione comunale per creare sinergia tra i punti lettura e le biblioteche di Quartiere da concepire quali luoghi dinamici in cui convogliare interessi, progetti ed eventi. Non solo e non più la biblioteca tradizionale il cui servizio principale consiste nel prestito di libri. Le biblioteche del futuro saranno da intendere infatti soprattutto come luoghi attivi e centrali della socialità e della creatività in cui le realtà del territorio potranno operare coinvolgendo i residenti di ciascun quartiere e i giovani cesenati. Dal lancio della call ad oggi sono 170 i soggetti che hanno aderito all’iniziativa comunale e che guardano con progettualità mirate ai punti lettura e alle biblioteche già presenti sul territorio.

“Giovedì 4 marzo – commenta l’Assessore alla Cultura Carlo Verona – ci sarà il primo incontro online con 60 dei 170 aderenti. Siamo orgogliosi di questo inizio così partecipato e non possiamo che ringraziare la città e i quartieri per aver manifestato il proprio interesse a un’iniziativa che certamente modificherà il tessuto socio-culturale della nostra città. Gran parte dei partecipanti alla call ha meno di 35 anni. Questo significa che i giovani, a cui sarà rivolta la gara di idee del 9 marzo prossimo, si sentono realmente protagonisti del percorso che non solo mette al centro le biblioteche, case del sapere e della conoscenza, ma anche la cultura del fare gruppo per l’interesse dell’intera comunità. Il primo step del percorso coinvolgerà le biblioteche e i punti lettura presenti sul territorio, per poi essere integrato con l’inclusione delle altre realtà inserite all’interno delle scuole, dell’Università, di associazioni, aziende e di altre esperienze cittadine”.

L’obiettivo di una rete integrata bibliotecaria è di promuovere la lettura, ottimizzando i servizi al pubblico, soprattutto quelli decentrati sul territorio, aprendo le porte di questi luoghi anche ad altre attività di gruppo: gaming, laboratori artigianali, incontri di comunità. Se in una prima fase saranno interessati i Quartieri, in un secondo momento il percorso interesserà anche le biblioteche presenti all’interno di realtà private, come le aziende, e di poli scolastici. Fino a martedì 16 marzo sarà possibile aderire al percorso che vedrà due prime tappe nel corso delle quali emergeranno istanze e necessità e verranno individuati gli ambiti tematici e le potenziali attività da realizzare nei punti che compongono la rete. Giovedì 25 marzo verranno redatte linee guida strategiche e macro-ambiti tematici di intervento che comporranno il documento di proposta da presentare all’Amministrazione comunale.

Aderendo a Con.te.sto, il percorso partecipativo che punta a coinvolgere anche le organizzazioni culturali e sociali del territorio, i cittadini avranno la possibilità di reinventare le biblioteche. Il progetto infatti mira a individuare, attraverso attività di ascolto attivo e coinvolgimento, nuove possibili visioni e funzioni delle biblioteche e punti lettura che formano la Rete bibliotecaria cittadina. “A partire dall’ascolto di criticità e dei bisogni espressi dagli stakeholder individuati – prosegue l’Assessore con delega ai Quartieri Christian Castorri – il percorso sarà occasione per rinsaldare il senso di appropriazione civica e responsabilità comune per disegnare servizi in linea con le necessità dei cittadini. Le attività di partecipazione sono inoltre l’occasione per riportare al centro del dibattito cittadino le biblioteche, assegnando loro quella funzione di luogo civico e di aggregazione e valorizzazione culturale capace di contribuire alla definizione di un nuovo sistema di welfare culturale di Cesena”. Per consentire a tutti di prendere parte al percorso e per abbattere le barriere della comunicazione, in favore di una reale inclusione, tutti gli incontri saranno sottotitolati e tradotti nella Lingua dei segni italiana grazie alla collaborazione dell’Ente nazionale sordi (ENS), sezione provinciale di Forlì-Cesena, e dell’associazione FIADDA Emilia-Romagna.

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