Da Cesena a Verghereto, ecco i redditi dell’Unione Valle Savio: il 50% dei contribuenti è nella fascia tra i 10 e i 26 mila euro

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Ammonta a 1 miliardo e 983 milioni il reddito complessivo dichiarato nel 2018 ai fini della dichiarazione Irpef dai 90.272 contribuenti dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio. Nello stesso anno il gettito complessivo dell’Irpef pagata nel territorio dell’Unione ammonta di 353 milioni e 822 mila  euro, con  una media per contribuente di 3.908 euro. Il confronto dei periodi contributivi 2017 e 2018 dell’Unione nel suo complesso mostra diversi scostamenti: il numero dei contribuenti totali sale di 329 unità mentre il numero dei contribuenti con redditi imponibili sale di ben 2.050 unità. Più accentuato l’aumento del Reddito imponibile (su cui viene calcolata l’imposta): se nel 2016 si era registrato un aumento dell’1,23% e nel 2017 dell’1,50%, nel 2018 si è avuto un aumento del 3,32 (59 milioni e 179 mila euro), mentre l’imposta media per “contribuente imponibile” passa da 4.829 a 4.920 euro (un aumento dell’1,9% – 13milioni e 654 mila euro ).

Sono solo alcuni dei elementi che emergono dall’analisi elaborata dell’Ufficio Statistica dell’Unione  sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2018 dai contribuenti dei sei Comuni che aderiscono all’ente: Cesena, Bagno di Romagna, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina e Verghereto.

In netto aumento (+ 3%) il reddito mediano dell’Unione 2018 rispetto al 2017, con il valore pari a 18.773 euro, che ripartisce a metà i contribuenti: il 50% dichiara meno, l’altro 50% dichiara più di quella cifra. Balzo in avanti anche per il reddito medio che con un aumento del 4,1% si attesta a 22.275 euro (in Italia 21.666 euro in crescita del 4,8% ).

Fra le tipologie di reddito dei contribuenti, la fetta più grossa è rappresentata dai 48.526 lavoratori dipendenti, con un ammontare di 1 miliardo e 18 milioni di euro e un reddito medio pro-capite di 20.989 euro. Si deve però tenere presente che anche nel 2018 concorrono alla formazione del reddito i premi di produttività, il TFR liquidato mensilmente per chi ha scelto tale opzione ed è divenuto elemento strutturale anche il bonus 80 euro riconosciuto ai lavoratori dipendenti con reddito fino a 26 mila euro. Da rilevare che per il lavoro dipendente, rispetto all’anno precedente, il numero dei contribuenti è aumentato di 778 unità (1.504 nel 2017); si ricorda che erano ben 1.292 le unità perdute tra il 2012 e il 2014. Aumenta anche il reddito complessivo di questa categoria di 30 milioni e 398 mila euro (+ 3%). A seguire, i 33.304 percettori di pensioni (-116 rispetto al 2017), con un importo di 575 milioni e 803 mila euro: in questo caso a fronte di un decremento dei percettori (-116) si registra un incremento del reddito complessivo (+15.930.420 euro). Il reddito medio pro-capite dei pensionati nel 2018 si attesta a 17.289 euro. La somma dei redditi di queste due categorie – per un valore di 1.594 milioni di euro – rappresenta l’83,5% di tutti i redditi dichiarati nel territorio dell’Unione. Con un aumento di 1.635.920 euro (+2,26%), è il reddito da lavoro autonomo (74.000.000€) a registrare, per i 1.579 contribuenti, il valore medio pro-capite più elevato, con 46.840 euro.

ANALISI PER CLASSI DI REDDITO

L’analisi dei dati mostra che quasi il 50% dei contribuenti si colloca nella fascia di reddito 10.000-26.000 euro. Il 22,7% dei cittadini dichiara un reddito inferiore a 10.000 euro. Oltre il 37% dei contribuenti dichiara meno di 15.000 euro, contro il 44% a livello nazionale. Quasi il 74% dei contribuenti con redditi medio-bassi (inferiori a 26.000 euro) produce oltre il 48% dei redditi dell’Unione.  Il 4,53% dei contribuenti con redditi elevati (oltre 55.000,00 euro ) produce oltre il 21% della ricchezza dell’Unione. I 2.127 contribuenti (2,35% dei contribuenti) più redditizi dell’Unione producono oltre 278,7 milioni di euro (il 14,%), oltre la ricchezza prodotta dai 33.428 (il 37%) contribuenti a basso reddito.

 

 

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