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Camere di commercio Forlì-Cesena e Rimini: “Ristoranti e bar, ristori in pagamento”

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Al via i bonifici con cui sono erogati i ristori previsti dal bando della regione Emilia-Romagna, che ha messo a disposizione oltre 21 milioni di euro per i pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande (ristoranti, bar, pub, osterie etc., con codice ATECO primario 56.10.11 o 56.3) colpiti dagli effetti dei recenti provvedimenti per il contenimento della pandemia.

La settimana scorsa la Regione ha erogato i fondi alle Camere di commercio ed è, quindi, finita l’attesa per le imprese in regola con i requisiti previsti dal bando. Le imprese la cui domanda presenta delle irregolarità, invece, avranno tempo fino al 31 maggio per sistemare la propria posizione e potere quindi beneficiare del contributo a fondo perduto.

L’importo dei ristori, circa duemila euro, è uguale per ciascuna impresa in regione, così come previsto dal bando. Lo stanziamento complessivo, infatti, è diviso per il numero delle imprese che hanno presentato domanda. Anche se nella liquidazione dei ristori la Camera di commercio agisce unicamente come braccio operativo della Regione Emilia-Romagna, lo sforzo organizzativo è stato notevole, spiegano dalle CdC.

Le domande presentate, per le province di Forlì-Cesena e Rimini sono state 1.926, su un totale di 3.545 di imprese attive, numero comprensivo di sedi e unità locali, anche se ogni impresa poteva presentare un’unica richiesta di ristoro, indipendentemente dal numero di unità locali aperte. Delle 1.926 domande, 999 provengono da imprese della provincia di Rimini, a cui quindi sono destinati circa 1.990.000 euro. Le restanti 927 domande sono di imprese della provincia di Forlì-Cesena, per un importo di oltre 1.840.000 euro.

“Abbiamo agito il più rapidamente possibile, consapevoli delle difficoltà che gli imprenditori stanno vivendo – commenta Roberto Albonetti, segretario generale della Camera di commercio della Romagna –. Dopo l’istruttoria e i controlli obbligati, ora finalmente è il momento di liquidare i ristori. L’ammontare del contributo fisso per impresa ammissibile, è di poco meno di duemila euro, purtroppo una somma senz’altro piccola che non può  compensare i lunghi mesi di mancanza di incassi, ma che speriamo possa essere una boccata d’ossigeno per molti. Ora siamo pronti a collaborare, insiema al sistema camerale regionale, per i nuovi ristori della Regione, destinati alle oltre 15 mila attività economiche che finora non hanno beneficiato di ristori, come discoteche e sale da ballo, commercio su aree pubbliche, spettacolo viaggiante, gelaterie, pasticcerie e altre attività da asporto e ristorazione, palestre, imprese culturali e del settore cinematografico. Vogliamo agire in fretta e bene perché le imprese possano ricevere ulteriore liquidità, in attesa della piena ripresa, favorita dalla campagna vaccinale in atto”.

 

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