Cesenatico. Mozione anti racket, Zecchi (Lega): “Giunta batta un colpo sul consiglio comunale”

Il consigliere comunale della Lega, Giulia Zecchi, ha espresso le proprie perplessità in merito all'operato del sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli in merito alla questione della mozione anti racket.

Il consigliere comunale della Lega, Giulia Zecchi, ha espresso le proprie perplessità in merito all’operato del sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli circa la questione della mozione anti racket.

La Zecchi ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Cosa sta facendo il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli? E quando si degnerà di convocare il consiglio comunale? Non sono domande oziose. E’ impossibile, infatti, per l’opposizione fare proposte e svolgere al meglio il proprio ruolo se la Giunta rimane barricata in un silenzio non solo inquietante, ma anche indisponente.

L’ultima seduta del consiglio risale infatti al 30 maggio scorso, mentre stiamo assistendo a iniziative che hanno dell’incredibile, come i cantieri aperti in piena stagione estiva (vedi viale Carducci e il Porto Canale). Per non parlare del bucato steso in pieno Parco di Levante, nei pressi del quale si è da poco insediato un circo.

Ma parliamo anche della crescita selvaggia e non curata del verde pubblico, trascuratezza inaccettabile in una località che vive di turismo. Passiamo poi agli attraversamenti pedonali che avrebbero dovuto essere messi in sicurezza e che, al contrario, vedono ancora oggi numerosi incidenti nonostante le spese sostenute.

Eppure nulla di tutto questo muove il sindaco, che preferisce rimandare il confronto con le opposizioni, temendo probabilmente gli interrogativi e le risposte da dare ai tantissimi cittadini scontenti dell’attività dell’amministrazione.
La Lega invita quindi sindaco e Giunta a dare segno di vita e a convocare con urgenza il Consiglio comunale.

Abbiamo già pronta, da settimane, una mozione con la quale chiediamo di aggiungere al nuovo regolamento di Polizia urbana, che non risulta ancora ultimato, un comma dove chiediamo che sia elevata una sanzione a chi elargisce elemosine, in modo da non incentivare quel vero e proprio racket che sta dietro gli accattoni che si posizionano in luoghi strategici per chiedere denaro.

In questi casi, infatti, chi, in buona fede, crede di fare elemosina a un mendicante, in realtà foraggia l’organizzazione criminale che gli sta dietro. Fare del bene è encomiabile e indispensabile, ma solo se si sa davvero quale sia la reale destinazione degli aiuti, scongiurando che l’obiettivo sia creare una schiera sempre più numerosa di vittime del racket”.