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La Regione parla con il Ministero per ridurre le “classi pollaio”: in ER 1 docente ogni 11,6 studenti

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L’Emilia-Romagna rilancia il dialogo con il Ministero dell’Istruzione per arrivare ad una soluzione relativa alla questione della numerosità delle classi. È quanto emerso da un incontro tenuto ieri in Regione, convocato con l’obiettivo di affrontare il tema presente in molte scuole dell’Emilia-Romagna.

L’incontro ha coinvolto l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e l’Unione delle Province Italiane, nelle loro rappresentanze regionali, che hanno trovato immediata disponibilità di ascolto e di impegno a lavorare assieme da parte della Regione Emilia-Romagna.

Attorno al tavolo – presenti per la Regione il Sottosegretario Davide Baruffi e l’Assessore alla Scuola Paola Salomoni, per l’Upi, tra gli altri, il presidente regionale dell’associazione, Gian Domenico Tomei e per Anci la delegata alla Scuola, Ilenia Malavasi – si è condivisa la necessità di affrontare con il Ministero e con le altre Regioni strategie di intervento che consentano un aumento dell’organico regionale, avvicinando così il rapporto tra studenti/insegnanti dell’Emilia-Romagna alla media delle altre Regioni italiane.

Oggi in Emilia-Romagna, c’è un docente ogni 11,6 studenti, contro una media nazionale di 10,8.  Nonostante tale rapporto collochi l’Emilia-Romagna in coda alle altre regioni italiane, da parte di tutti è stato sottolineato come la scuola in Emilia-Romagna, grazie al lavoro di tutte le istituzioni coinvolte, a partire dalle Autonomie scolastiche e dagli Uffici Scolastici di Ambito Territoriale e Regionale del Ministero dell’Istruzione, sia di grande qualità, in grado di contrastare la dispersione di supportare lo sviluppo coeso del territorio regionale.

Per questo, è stato sottolineato, come Regione ed Enti territoriali siano pronti ad un dialogo costruttivo con il Ministero dell’Istruzione e le altre Regioni per la ricerca di una a positiva soluzione sostenibile ad un problema che da diversi anni penalizza la nostra regione.

L’impegno, quindi, è quello di intensificare il dialogo aperto con il Ministero dell’Istruzione e con le altre Regioni, per individuare insieme strategie condivise di riequilibrio che possano superare la fase attuali di difficoltà.

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