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Assegno unico universale. I consiglieri cesenati Plumari e Rossini (PD): “Riformerà radicalmente le politiche di sostegno alle famiglie”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo della Legge di Bilancio. Il pilastro fondamentale di questa manovra è rappresentato dall’Assegno unico universale, finanziato con oltre 5 miliardi di euro all’anno – dichiarano i  consiglieri comunali di Cesena del Pd Lorenzo Plumari e Filippo Rossini –. Una misura che rappresenta un significativo cambio di passo culturale e sociale per il nostro Paese, oltre a semplificare e potenziare le misure a sostegno delle famiglie con figli.

“Partiamo dai fatti – sottolineano i due consiglieri comunali  –: nel nostro Paese, ormai da molti anni, abbiamo un numero medio di figli per famiglia molto basso. Senza un forte ricambio demografico il sistema previdenziale andrà in ginocchio, come quello produttivo ed economico. Ma, soprattutto, si perde fiducia nel futuro. Viviamo un inverno demografico senza precedenti. Siamo scesi sotto il mezzo milione di nascite all’anno e continueremo a scendere nei prossimi anni. L’Italia è il Paese in cui si fanno meno figli al mondo. Dunque, è chiara la necessità di invertire la tendenza, e in questo lo Stato deve fare la propria parte, deve stare vicino a quelle che saranno le libere scelte dei cittadini, che troppo spesso sono invece condizionate, e questo vale soprattutto per le donne, dall’impossibilità di conciliare scelte di vita e di lavoro”.

“Da un lato – evidenziano – si tratta dunque di una svolta culturale, che prosegue la tendenza iniziata da questo governo, dall’altro lato è un passaggio fondamentale nella direzione di una semplificazione della vita dei cittadini. Unire decine di provvedimenti in uno solo è una rivoluzione. Per una famiglia oggi orientarsi nella giungla degli assegni, degli incentivi, dei bonus, dei voucher e delle detrazioni è un’impresa tutt’altro che semplice, si può così parlare anche di semplificazione e sburocratizzazione. Si tratta poi di una misura universalistica: tutti vi accedono, pur con criteri di progressività. Infine, l’Assegno sarà continuo, così da poter contare su risorse certe ogni mese, a prescindere dalla condizione lavorativa o di stato civile, fino a circa 200 euro al mese per ciascun figlio a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni”.

Nello specifico, l’assegno sarà composto da una quota universale, intorno ai 50-100 euro per ciascun figlio, a cui si sommerà una quota variabile in base alla situazione economica del nucleo, fino ad azzerarsi intorno a 50-60mila euro di Isee (soglia sotto la quale si arriva a coprire circa il 90-95% delle famiglie).

L’assegno unico è stata la soluzione naturale che molti Paesi prima di noi hanno adottato, a partire dalla Francia, che ha cominciato ad introdurre questo provvedimento nell’immediato dopoguerra, dalla Germania, che grazie a questo tipo di misure è riuscita ad invertire la tendenza demografica, e dai Paesi nordici a più avanzato livello di welfare.

“A partire dal 1° luglio 2021 questa misura diventerà realtà per tante famiglie italiane e quindi cesenati, che potranno contare su un sostegno in più da parte dello Stato. Ciò che più conta è che, con il riordino di bonus e detrazioni, nessuna famiglia prenda meno di quanto già percepisce ora. Misure queste – evidenziano Plumari e Rossini – che si vanno a sommare alle politiche che, come Comune di Cesena e Unione Valle del Savio, stiamo portando avanti. Già da anni, infatti, stiamo mettendo in campo misure di sostegno alle famiglie e alla marginalità sociale. La “Cesena dei Molti” richiede lo sforzo (anche in piena pandemia Covid-19) di iniettare nelle misure che abbiamo predisposto giustizia sociale ed equità. Nella variazione di Bilancio che discuteremo al prossimo Consiglio comunale amplieremo i trasferimenti all’Unione dei Comuni (che hanno in carico tutta la gestione dei servizi sociali) con circa 300 mila euro che avranno l’obiettivo di sostenere la non autosufficienza, rifinanziare gli assegni di cura e, più in generale, supportare le famiglie di persone con disabilità. Oltre a un impegno sul settore della lotta alla marginalità degli adulti con misure rivolte ai senza fissa dimora. Continuiamo quindi a investire nei servizi sociali, anche attraverso la nostra Asp che da sempre si occupa della fragilità con uno sguardo attento e competente, e che ha raggiunto nel corso degli anni, grazie agli operatori ed alla dirigenza, livelli di eccellenza verificabili e riconosciuti. Il settore Servizi Sociali e l’Asp della nostra città – concludono – ci permettono di garantire servizi efficienti e puntuali, specialmente in questo momento di grande difficoltà per tante famiglie cesenati, perché a Cesena, davvero, non si lascia indietro nessuno”.