Atletica Endas Cesena. Giovani, master e attività formativa: il Presidente Pallareti traccia un bilancio

“Il Covid ha reso difficilissimo il 2020 anche per il mondo dello sport, ma al tempo stesso ha
confermato quanto l’attività fisica sia fondamentale per le persone, sia dal punto di vista
sociale sia per il benessere psicofisico.” E’ questo il commento di Umberto Pallareti, Presidente dell’Atletica Endas Cesena impegnato nel tracciare il bilancio dell’attività di un anno assolutamente atipico.

“Il fatto di essere uno sport individuale – afferma il Presidente – ci ha consentito di ritornare in campo molto prima di altre discipline, ma abbiamo dovuto limitare alcuni aspetti degli allenamenti e trovare nuove modalità per gareggiare. Il lockdown ha influito notevolmente sulla preparazione dei nostri atleti che hanno dovuto interrompere le attività in una fase fondamentale della programmazione, ma nonostante questa pausa forzata sono comunque arrivati risultati di rilievo nazionale.”

Ha brillato come sempre il settore giovanile, in cui spicca l’argento nel salto in lungo ai campionati italiani under 16 di Arianna Rondoni, ma si è messo in evidenza soprattutto il settore master che ai recentissimi campionati italiani di Arezzo ha aggiunto al palmares del club cesenate una gran quantità di medaglie tricolori, tutte al femminile. Quattro ori (dal salto con l’asta F40 e F35 con Barbara Capellini e Valentina Benedetti e dalle staffette 4X100 F45 e 4×400 F40) e quattro argenti (Cristina Sanulli su 100 e 200 metri F45, Serena Sbarzaglia sui 400 metri F40 e Valentina Benedetti nel triplo F35) che, oltre alla soddisfazione per i risultati, rappresentano la validità di un progetto iniziato due anni fa che va ben oltre l’agonismo.

“Lo sport è agonismo, ma deve essere anche divertimento, salute e socialità – continua Pallareti – Questa è la filosofia del nostro club da sempre e con questo intento abbiamo aperto la sezione Master. I primi over 35 sono stati alcuni nostri ex atleti, ma questo primo nucleo si è allargato rapidamente e ora fanno parte della squadra diversi genitori dei nostri ragazzi e anche persone che non hanno mai fatto atletica prima ma che sono venuti a conoscenza delle nostre attività anche per chi non è più giovanissimo. In pochissimo tempo si è formato un gruppo piuttosto numeroso e coeso che si incontra anche al di fuori del campo di allenamento. Non possiamo che esserne orgogliosi. Ora possiamo veramente dire di essere uno sport per ogni età: il nostro tesserato più giovane ha 5 anni, il più maturo 76.”

Questa visione dello sport è la stessa che sta alla base dell’ultima iniziativa ideata dallo staff
dirigenziale endassino, il corso per istruttori di Fluiwalking che si terrà sabato prossimo presso il campo di atletica di Cesena.

“La quarantena ha avuto un impatto rilevante sui nostri atleti – spiega il Direttore Tecnico Sandro Suriani – giovani fisicamente in forma che dopo due mesi di stop hanno dovuto impegnarsi molto per ritornare ai livelli precedenti. Questo fatto ci ha portato a interrogarci sui danni causati dalla sedentarietà nella popolazione “non sportiva” e a cercare un tipo di esercitazione che potesse essere proposta anche a chi non può compiere sforzi troppo intensi. La risposta è arrivata quando il Dottor Marco De Angelis, Professore presso la facoltà di Medicina dell’Università de L’Aquila e docente presso la Scuola dello Sport del Coni, ci ha presentato la sua ricerca sul Fluiwalking. Tutti noi camminiamo, lo facciamo ogni giorno, ma spesso lo facciamo assumendo posture sbagliate che ci portano più fastidi che benefici. Impugnando durante il cammino dei piccoli dischi di gomma contenenti acqua è possibile correggere questi errori e prevenire gli infortuni che ne derivano. Essendo un’attività a basso impatto può essere effettuata anche da chi non è più giovanissimo o ha qualche problema fisico che gli impedisce di correre per esempio. Negli ultimi mesi abbiamo effettuato diversi test insieme al Professor De Angelis, l’ultimo
dei quali durante la Maratona Alzheimer ha dato ottimi risultati, il prossimo step è quello di
formare degli insegnanti qualificati.”