Slot e Vlt. In Emilia Romagna tanti lavorano nel settore, ma pochi a Forlì-Cesena

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In Emilia-Romagna il settore slot e Vlt dà lavoro a 781 persone, impiegate nelle sedi delle società e nelle sale giochi. Lo rileva il “Percorso di Studio sul settore dei giochi in Italia” presentato ieri a Roma e realizzato dalla Cgia di Mestre in collaborazione con l’associazione Astro. I dati, aggiornati al 30 settembre 2018, si riferiscono al solo “comparto diretto” e non tengono conto né dell’indotto, né degli esercizi in cui gli apparecchi di gioco non rappresentano l’attività principale, che portano il totale stimabile a circa 3500. Nel rapporto tra forza lavoro e numero di abitanti, la regione si colloca al di sopra della media nazionale: 17,5 occupati su 100 mila abitanti (in tutta Italia sono 14,5). 

 

Secondo quanto stabilito dalla legge regionale sul gioco patologico, in molti dei comuni emiliano-romagnoli è già stato avviato il processo che prevede lo sfratto o la chiusura di sale giochi e scommesse non in regola con il distanziometro. A livello provinciale, Bologna figura al trentunesimo posto in Italia come tasso di occupazione nel settore, con 17,3 addetti su 100 mila abitanti. Rimini è invece nettamente la provincia italiana con il tasso più alto, 79,2 abitanti ogni 100 mila. Forlì-Cesena è invece nella parte bassa della graduatoria, a 4,8.

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